Cara Delia,se questo spazio è mio,allora voglio usarlo per diffondere un’iniziativa nata sul web. Mi riferisco alla raccolta di firme a sostegno della proposta della Ministra francese Rama Yade per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. La Ministra francese per i Diritti Umani presenterà la sua richiesta nella prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si svolgerà a dicembre. La Ministra per le pari oppotunità Mara Carfagna a dichiarato che chiederà all’ambasciatore italiano di sostenere la proposta,poi non se è saputo più nulla.La notizia è passata quasi sotto silenzio,forse a pochi importa se dall’altra parte dell’Adriatico si può venire incarcerati o impiccati per il proprio orientamento sessuale.Per questo è nata una raccolta di firme su internet,con l’intento di diffondere l’iniziativa,smuovere le acque,far prendere coscienza anche ai non addetti ai lavori che di omosessualità nel mondo si muore.Perchè si viene ammazzati.Per legge.Anche nella civile Italia si muore,anche se non è stabilito dalla legge,ma dalla barbarie di alcuni :i quotidiani sino ad oggi hanno dato notizia di 5 omicidi a danno di gay,lesbiche o trans ,avvenuti proprio a causa del differente orientamento sessuale delle vittime; ma questo è un altro discorso…o forse no?Perchè in un mondo globalizzato,dove la crisi dei mutui in America fa chiudere bottega al lattaio sotto casa,possiamo davvero pensare che la realtà sia a compartimenti stagni,che quello che accade fuori dal mio giardino non mi riguarda e non mi riguarderà mai? Vorrei fare solo un esempio:il 22 marzo di quest’anno,a Milano lo stilista Francesco Coveri è stato rifiutato come inquilino perchè,in quanto stilista,vi era il sospetto ( infondato) che fosse gay.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80252

Milano – Alessandro Cecchi Paone oggi fa il prof. A Milano e a Napoli. È stato però un bambino prodigio: a 16 anni debuttava in tv come conduttore del Tg dei ragazzi e sapeva già dove voleva arrivare. Abbiamo sentito tutti e due: il prof e il bambino. E sul grembiulino parlano come una persona sola.

Se lo ricorda il primo grembiulino?
«E con nostalgia anche… era azzurro, aveva il colletto rigido di plastica con un bottone al centro intorno al quale girava il fioccone bianco: mi dava un’aria di compostezza, di serietà. Un po’ scomodo però…».

Però nascondeva le differenze…
«Mica tanto. Il colletto rigido era un privilegio di chi come me veniva da una famiglia borghese e benestante. Chi non era ricco come te lo riconoscevi dal colletto morbido».

Fino a quando l’ha portato?
«Quinta elementare. E lì mi è successa la cosa più curiosa».

Ci dica…
«A Napoli la scuola che frequentavo usava far indossare a noi bambini un fiocco tricolore, bianco, rosso e verde, come non ho mai più visto altrove. Io poi che ero capoclasse avevo pure la fascia, come il sindaco».

E in famiglia che dicevano?
«La mia era una famiglia mazziniana, garibaldina e risorgimentale. A mamma e papà luccicavano gli occhi».

Cosa teneva nelle tasche del grembiule: biglie, figurine la merendina…
«Niente. A miei tempi si usava il cestino».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273354