Corsi e rincorse – Cinema

Novembre 5, 2008

corsi,rincorse,cinema«Questa Mostra ormai alla fine, satura di parassiti senza dignità, mi spinge solo ad essere migliore, con più volontà». Claudio Carabba sull’Europeo citava Battiato per stigmatizzare l’edizione 1989 del Festival di Venezia: «dobbiamo discutere sulla presenza autarchica» dei titoli italiani mentre si susseguono «salotti stupidamente pubblicitari fra cui si distingue Cinematografo». Curiose ricorrenze: non della trasmissione di Gigi Marzullo si parlava, naturalmente. Che vent’anni fa ancora non occupava tutta la fascia ‘cinema-libri-spettacolo’ della Rai. Però. Quanto all’autarchia, non era ancora arrivato il momento del sindaco Gianni Alemanno che oggi detta le linee generali del Festival. Del resto quell’estate il barricadero quarantenne segretario del Fronte della gioventù faceva una velocissima capatina in prigione, fermato e subito scarcerato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata contro, badate bene, il presidente George Bush (padre) in visita al cimitero di guerra americano di Nettuno. L’unico in campo già da una vita il sempiterno Gian Luigi Rondi, dimesso dalla Mostra di Venezia nel ‘72 e tornato alla carica tra l’83 e l’86. Il tempo si dimostra galantuomo. Il critico cattolico e ‘moderatamente mondano’ – come l’Andreotti del Divo di Sorrentino: c’è alle scatenate feste di Cirino Pomicino ma osserva dal divano – è rientrato nel grande giro con la sua sciarpetta bianca manco fosse l’unico nome nuovo sulla piazza.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80472

usa,giorno,decisivo,attesa,obama,mccainObama con SpringsteenGli elettori di Dixville Notch e di Hart’s Location, due minuscoli paesetti del New Hampshire, sono stati i primi americani a votare poco dopo la mezzanotte e i risultati sono già divulgati. A Dixville Notch ha vinto Barack Obama. Il candidato democratico ha avuto 15 voti contro i 6 andati al suo avversario repubblicano John McCain. Il candidato indipendente Ralph Nader non ha avuto alcun voto.Il cancelliere del comune, Rick Erwin, ha sottolineato che il tasso di affluenza alle urne è stato del 100 per cento. Anche a Hard’s Location, dopo Dixville Notch, ha vinto Barack Obama, secondo risultato ufficiale dai due paesini dove si è gia votato e già spogliato le schede.Dal 1948, in questi due paeselli del New Hampshire, il voto è tradizionalmente organizzato per la mezzanotte, cioè otto ore prima del resto del paese.E mentre cresce l’attesa dei risultati in questa lunga giornata elettorale, la vita privata del senatore dell’Illinois Barack Obama è stata segnata alla vigilia del voto che potrebbe regalargli la Casa Bianca. La vittoria potrebbe avere infatti un sapore dolce-amaro perché una delle persone che hanno maggiormente influito sulla personalità e sulla vita del candidato democratico alla presidenza, – la nonna materna Madelyn Payne Dunham, – non sarà lì a festeggiarlo. La donna, 86 anni, è scomparsa lunedì, dopo una lunga malattia, lasciando un vuoto nella vita del giovane senatore, che ne ha più volte parlato con grande affetto, raccontando di lei come di una seconda madre.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80552

puglia,assessore,alla,pace,che,mette,sud,africa,nel,mediterraneo«…si ritiene opportuno rimpinguare le risorse iscritte nel capitolo». E giù altri 150mila euro, che la volta prima erano 215mila e quella dopo chissà. È solo che valle a dire no, a Silvia Godelli. Intanto incute un certo timore: occhialino e sguardo severo da professoressa, professoressa lo è davvero, c’è scritto pure sulle delibere di giunta. Poi non è che si possa tanto sindacare, quando con piglio deciso scrive che «la somma è insufficiente a far fronte alle numerose proposte di iniziative e progetti ritenuti validi…», non fosse altro che qui si parla di alti obiettivi, mica di marciapiedi, la «politica di coesione e di integrazione con i Paesi dei Balcani e del Mediterraneo» è una roba tanto seria quanto ampia. Se poi ci aggiungi che l’assessore al Mediterraneo della Regione Puglia è pure assessore alla Pace oltre che alle Attività culturali, è chiaro che deve far fronte allo scibile, dall’Albania alla Palestina passando per la Siria e giù giù fino al Sud Africa c’è un sacco da fare nel mondo. Dice la sua biografia ufficiale che è laureata in Filosofia e specializzata in Clinica psicodinamica e Psicodiagnostica, comunista iscritta al Pci prima e a Rifondazione poi dal 1972, ha scritto diversi saggi fra cui «Fantasma di desiderio e filiazione da corpo a corpo: scenari psicodinamici nella procreazione medicalmente assistita». Insomma una tosta.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303172

«Quello che siete, fummo. Quello che siamo, sarete». È con questo messaggio, inciso su una lapide, che si apre il percorso tra le tombe del Verano. Non un’accoglienza macabra ma la testimonianza dello stretto rapporto esistente a Roma tra vivi e morti. Nella città eterna nulla sembra scomparire. Tantomeno il passato, presente nelle architetture ma anche con la memoria di quanti hanno contribuito, ognuno a suo modo, a fare la storia della città.Per avere un saggio della vita della capitale nei secoli, per paradosso, basta cercarne le sepolture, tra cimiteri e chiese. Senza dimenticare le più evidenti come Mausoleo di Augusto e Piramide Cestia, la prima da segnalare è di Eurisace, fornaio, a Porta Maggiore. Realizzata nel I secolo a.C., è decorata con elementi tipici di un forno. Del II secolo a.C. la «sedia del diavolo», sepolcro di Elio Callistio, nella piazza a lui intitolata. Leggenda vuole che Satana abbia costruito qui il suo trono opposto alla sede pontificia. Se il Pantheon è sepolcro dei pittori con, tra le altre, le tombe di Raffaello e Annibale Carracci, San Giovanni dei Fiorentini è quello degli architetti, con Carlo Maderno e Francesco Borromini. La famiglia Bernini, con Gian Lorenzo, riposa a Santa Maria Maggiore. Celebri i monumenti funebri realizzati da Canova per Clemente XIV alla Basilica di Santi Apostoli e per gli Stuart e Clemente XIII a San Pietro. È di Michelangelo la statua su quello di Giulio II a San Pietro in Vincoli.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303109

È il libro che tutti i bibliofili, bibliofagi, bibliografi, bibliomani dovrebbero leggere. Non tanto gli autori. Piuttosto chi all’autore fornisce condizioni di possibilità e ragion d’essere. Editori ed editor. Recensori e promotori. Soprattutto i lettori che, obiettivo primo e fine ultimo di ogni bene dell’ingegno trasposto in un bene di consumo cartaceo, spesso ignorano (è meglio che ignorino) i legami sottili e segreti tra l’opera e la sua fabbricazione.Si annuncia timidamente come «Un tentativo», ma è un trucco riuscito, uno strano prodigio, un piccolo miracolo. Il suo artefice, o prestigiatore, Matteo Codignola, estrae una balena da una scatola. Guardatela bene: è inconfondibile, è proprio Moby Dick. Stava chiusa in una gabbiotto, uno scatolotto di legno, lungo quattro metri, alto e largo due, in cui il genio teatrale di Roberto Abbiati l’ha ridotta a uno spettacolo di 15 minuti per 15 spettatori offerto come Una tazza di mare in tempesta. Fosse tutto lì, sarebbe (sembrerebbe) un gioco da ragazzi. E come show per grandi e piccini, appunto, la micro pièce è andata recentemente in scena a Torino. Il bello però (e impossibile: un vero paradosso) è che insieme, dalla scatola, Codignola tira fuori un mucchio di altre cose. In ordine sparso: un costume da canguro, la racchetta da tennis di Stefan Edberg, le scarpette dei ballerini di Fame, le note delle canzoni di Tom Waits, il testo integrale di un romanzo di Stephen King.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295471

Kung Fu Panda – Cinema

Settembre 17, 2008

La Cina è vicina. I cinesi sono l’enclave straniera che con più certezza riuscirete a trovare in luoghi impensabili del mondo. I loro prodotti sono croce e delizia di industriali e consumatori occidentali. La loro influenza culturale supera ormai i confini del semplice esotismo. La gigantesca platea asiatica non è più timida e ricettiva come una volta. Pretende riconoscimenti, vuole che si risponda ai loro gusti. E poi quest’anno ci sono le Olimpiadi a Pechino. Prendete qualcuno di questi motivi o considerateli un semplice condizionamento o magari è proprio un caso che la DreamWorks abbia scelto l’animale simbolo di quella nazione e abbia giocato con le arti marziali per l’ultimo gioiello di animazione, Kung Fu Panda, un vero piacere per gli occhi, come sempre una piccola parabola morale che non si fa mai pedante perché gioca con ironia e colpi bassi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78896

Hello world!

Luglio 1, 2008

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