Il Nobel per la Pace a Ingrid Betancourt non è solo il doveroso riconoscimento al coraggio di una donna straordinaria. È anche un investimento sul futuro. Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato, motiva il suo sostegno all’iniziativa lanciata da l’Unità. «Ciò che mi ha particolarmente colpito – osserva Anna Finocchiaro – è la forza che quel corpo infragilito di Ingrid riesce a trasmettere. La sua fragilità si contrappone alla potenza distruttiva dei suoi carcerieri». Quale significato può assumere l’assegnazione del Nobel per la Pace a Ingrid Betancourt? «Un significato straordinario, l’isolamento internazionale per i suoi rapitori, il far risaltare la miserabilità del gesto di fronte alla grandezza della persona. Al Senato abbiamo già presentato, noi del Pd e l’Italia dei Valori, una mozione per il sostegno alla candidatura al Nobel, su cui stiamo raccogliendo anche altre adesioni, che coinvolgono lo stesso schieramento di maggioranza. Mi sembra un segnale importante dato dal Parlamento italiano».Dalla foresta nella quale è segregata da anni, Ingrid Betancourt parla al mondo attraverso le sue lettere… «Ingrid parla al mondo con le sue lettere e parla un linguaggio diametralmente opposto a quello dei suoi carcerieri. Il suo è un messaggio di civiltà e speranza straordinario».Ingrid Betancourt, ed anche Aung San Suu Kyi, Rigoberta Menchù.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76675

Levata di scudi a difendere il leader, il premier, insomma lui, di tutti gli esponenti del centrodestra dopo l’attacco di Antonio Di Pietro, che ha definito Silvio Berlusconi alla stregua di un «magnaccia» per le sue performance telefoniche. Per Arturo Iannaccone, deputato dell’Mpa di Lombardo, Di Pietro sarebbe «vittima di un’ossessione delirante che si traduce in un’aggressione continua a Silvio Berlusconi, fatta attraverso dichiarazioni volgari e folcloristiche che questa volta hanno superato il limite della decenza». Secondo il maître a pénser della Lega Roberto Calderoli il problema non è Di Pietro, ma Veltroni. «Di Pietro non fa altro che acchiappare i voti in libera uscita dal Partito democratico, usando gli strumenti che gli sono propri – dice il ministro delle magliette ora assegnato alla Semplificazione -. Il problema non è quello che dice Di Pietro, il vero problema è Veltroni e la sua gestione del Pd, che sta trasformando anche di Pietro in un leader». E anche per Fabrizio Cicchito di Forza Italia il Pd è a rimorchio di Di Pietro e «Veltroni ha messo da parte la sua piattaforma politica iniziale e che adesso per mantenere la leadership nel Pd cavalca l’antiberlusconismo ed il giustizialismo». «Il centrodestra ha la coda di paglia e attacca Di Pietro che ha l’unica colpa di chiamare le cose col loro nome». Lo afferma in una nota il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76691

Levata di scudi a difendere il leader, il premier, insomma lui, di tutti gli esponenti del centrodestra dopo l’attacco di Antonio Di Pietro, che ha definito Silvio Berlusconi alla stregua di un «magnaccia» per le sue performance telefoniche. Per Arturo Iannaccone, deputato dell’Mpa di Lombardo, Di Pietro sarebbe «vittima di un’ossessione delirante che si traduce in un’aggressione continua a Silvio Berlusconi, fatta attraverso dichiarazioni volgari e folcloristiche che questa volta hanno superato il limite della decenza». Secondo il maître a pénser della Lega Roberto Calderoli il problema non è Di Pietro, ma Veltroni. «Di Pietro non fa altro che acchiappare i voti in libera uscita dal Partito democratico, usando gli strumenti che gli sono propri – dice il ministro delle magliette ora assegnato alla Semplificazione -. Il problema non è quello che dice Di Pietro, il vero problema è Veltroni e la sua gestione del Pd, che sta trasformando anche di Pietro in un leader». E anche per Fabrizio Cicchito di Forza Italia il Pd è a rimorchio di Di Pietro e «Veltroni ha messo da parte la sua piattaforma politica iniziale e che adesso per mantenere la leadership nel Pd cavalca l’antiberlusconismo ed il giustizialismo». «Il centrodestra ha la coda di paglia e attacca Di Pietro che ha l’unica colpa di chiamare le cose col loro nome». Lo afferma in una nota il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi.

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