E Custo si butta sul verde
Febbraio 21, 2009
«Ecoglamour» sentenzia Custo Barcelona, lo stilista spagnolo che dal 1997 sfila a New York, un veterano di questa settimana della moda tanto esaltata dalla stampa americana, quanto discutibile sul fronte delle tendenze. Invece l’idea di lanciare un messaggio ecologico divertente e colorato come non mai, vince e convince anche perché l’inverno prossimo si preannuncia già ora cupo e triste oltre ogni dire. Ecco quindi i deliziosi cappotti rosa-fenicottero con polsi e colli in finto leopardo accanto a ricami effetto uccello del paradiso. Davvero belle le sperimentazioni sui materiali per cui il velluto non si sa come diventa simile alla pelle di coccodrillo, il raso al pitone e la seta alle piume del pavone.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330451
«Papa Giovanni Paolo II in occasione del grande Giubileo del 2000 ha chiesto perdono a nome della Chiesa agli zingari per le tante discriminazioni subite nel corso della storia. E gli Stati? Hanno dimenticato che c´erano anche rom e sinti nei campi di concentramento? Se oggi è maturata una diffusa consapevolezza negativa di cosa sia l´antisemitismo, non mi pare che ci sia nulla di simile a proposito di quello che possiamo definire l´’antigitanismo’, un atteggiamento di ostilità verso gli zingari a prescindere dal loro comportamento, in base alla loro sola natura di ‘zingari’». Lo mette subito in chiaro Paolo Ciani che per la Comunità di sant´Egidio si occupa del rapporto con le comunità rom e sinti. «Solidarietà, politiche concrete di integrazione e soprattutto conoscenza diretta del mondo rom e sinti per superare i tanti stereotipi negativi che circolano su queste comunità, considerate ‘diverse’ e quindi in blocco socialmente ‘pericolose’. mentre sono tantissime, ma poco conosciute in Italia le esperienze positive di integrazione». È questa la ricetta per contrastare la crescente xenofobia e garantire vera sicurezza. E non solo secondo la Comunità di sant´Egidio o delle associazioni cattoliche impegnate nel sociale. Dice no ai provvedimenti del governo e in particolare contra la «schedatura etnica» la «moderatora» della Tavola valdese, pastora Maria Bonafede che guida una Chiesa di minoranza in Italia e proprio per questo sente «la pesante responsabilità di riaffermare principi fondamentali e irrinunciabili della società civile a difesa di una minoranza, quella rom che «porta su di sé le ferite di pregiudizi».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76705