Hamilton teme il Brasile più di Felipe Massa
Novembre 2, 2008
nostro inviato a San Paolo
Okay, va bene, c’è Felipe Massa, eroe casalingo che si gioca il mondiale in casa, ma c’è qualcosa che non torna se in pista, accanto a piloti e macchinette, corre anche il razzismo. Succede qui, in Brasile, a San Paolo, sentitissima vigilia del duello finale tra Hamilton e il ferrarista. Il team inglese ha infatti ammesso che, anche in conseguenza di certi riferimenti razziali nei confronti del loro pilota di colore, è stato approntato un cordone di sicurezza attorno all’hotel in cui risiede. Non solo. Hanno spiegato che il ragazzo è «vagamente consapevole» di questa ostilità.
Non è bello. Tanto più il giorno successivo alla goliardata di un sito spagnolo che ha invitato i navigatori a gettare in pista chiodi virtuali che fermassero la corsa di Hamilton (90mila contatti, sito oscurato dalla Fia e poi riacceso). Gesto, questo, che ha fatto tuonare persino un deputato laburista perché il governo spagnolo stigmatizzasse quell’atto «stile voo-doo che può destabilizzare il pilota» ha detto. E di atti ne sono stati fatti parecchi. Alcuni attori di un programma tv locale hanno nell’ordine: gettato un gatto nero finto nel taxi guidato da Hamilton per beneficenza, mostrato la t-shirt della squadra più perdente del Brasile, il Vasco de Gama, e gli hanno regalato un dvd tarocco dal titolo «Come perdere» interpretato da Barrichello.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302836