Delle due l’una. O qui alla Mostra sono diventati bravissimi a smistare pubblico e addetti ai lavori tra le diverse sale, oppure non c’è più la sana e abbondante ressa di una volta. E che non ci sia nel primo fine settimana, quello con i nomi più grossi e le vacanze ancora in corso, non è molto confortante.Nella serata inaugurale di mercoledì abbiamo visto un codazzo di uomini in abito scuro per lo più accompagnati da giovani donne in tessuti brillanti. Uscivano dal Palazzo del cinema per raggiungere l’Excelsior, dove la Biennale aveva organizzato una cena proprio per 1200 di loro. Curioso vederli inserirsi nello struscio serale dei ragazzini e farsi fotografare coi cellulari da signore in bicicletta ancora in pareo venute su dai bagni. Il più divertito il presidente della Giuria Wim Wenders, che pochi hanno riconosciuto. Il più fotografato Gabriel Garko, potenza della fiction tv. La più cerimoniosa Marina Ripa di Meana: il suo cappello era visibile a metri di distanza. Passato in concorso Jerichiow del tedesco Christian Petzold. Racconta di un turco che vive in Germania, così avido, gretto e sospettoso che la bionda moglie tedesca lo tradirà con un operaio tedesco silenzioso e aitante (e monoespressivo). Segue drammatico finale in un tripudio di sensi di colpa a catena.Please, stay with us! Amato dalla critica (il pubblico va a rimorchio e poi si pente) Abbas Kiarostami ha presentato Shirin, un film in cui due attori guardano uno schermo che noi non vediamo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78459

«(I pirati) si sono consegnati ora», ha indicato il responsabile dall’aeroporto di Kufra (sudest della Libia) dove l’aereo è atterrato da martedì sera. Un diplomatico sudanese ha comunicato che anche l’equipaggio dell’aereo dirottato è stato liberato dopo che i dirottatori si sono arresi in Libia.I dirottatori avevano liberato gli 87 passeggeri che si trovavano a bordo del Boeing, ma avevano trattenuto gli otto membri dell’equipaggio. La notizia dell’arresto di due pirati dell’aria si era già diffusa una prima volta per le dichiarazioni del direttore della Sun Air, Mortada Hassan, che erano state successivamente smentite. Volevano raggiungere Parigi i pirati dell’aria che martedì pomeriggio hanno dirottato sull’aeroporto militare di Kufrah, nel sud-est della Libia, un Boeing 737 della compagnia sudanese “Sun Air” con 95 passeggeri a bordo, mentre era in volo verso Khartoum da Nyala, principale città del Darfur. I dirottatori affermano di appartenere all’Esercito di liberazione del Sudan e intendono raggiungere il loro capo Abdel Wahid Mohammed Nur. Volevano un rifornimento di carburante per poter raggiungere la capitale francese.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78399

Che fosse fame e non bullismo lo dimostra il fatto che agenti e i militari dell’esercito sono intervenuti giusto in tempo per impedire che il corpo del reato sparisse… nella pancia dei rapinatori. Vale a dire due senegalesi che avevano appena strappato un pollo arrosto a un cingalese. I due sono stati arrestati, anche se poi scarcerati ierI in attesa del processo fissato per la prossima settimana.I reprobi sono due senegalesi incensurati di 27 e 31 anni irresistibilmente attratti da pasto di due cittadini dello Sri Lanka. I due cingalesi, di 45 e 48 anni, l’altra sera verso le 22 si erano seduti su un gradino di piazza IV Novembre, due passi dalla Centrale, e avevano appena aperto un paio di birre. Neppure il tempo di portarle alla bocca che gli assetati africani le strappano loro di mano. Pazienza, avrà pensato il quarantacinquenne, ci consoliamo con il pollo arrosto.Ma, afferrato il sacchetto da cui proveniva un invitante ordorino, riecco i due senegalesi che si appropriano anche della cena. Così l’asiatico chiama una pattuglia mista a cui denuncia l’aggressione. I due senegalesi fanno appena in tempo a dare il primo morso, poi le manette.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286092

Spogliateli della marca famosa, della confezione sfavillante, della pubblicità su giornali e tv e il gioco è fatto. Anche sui farmaci si può risparmiare fino al 40% del prezzo di ogni confezione. Del resto, le medicine sono un bene di prima necessità, così come il pane, la pasta, il latte. Insomma, come tutti quei prodotti elencati nel paniere che il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, si è impegnato a calmierare di un bel 30% con la disponibilità di Federdistribuzione.Eccoli i medicinali low cost, che non aspettano altro che di essere acquistati sfidando le reticenze dei sempre meno diffusi consumatori che si sentono più «protetti» dall’Aulin piuttosto che dalla Nimesulide (nome del principio attivo del farmaco generico corrispondente). I dati, del resto, parlano chiaro. Se nel 2002 le prescrizioni dei farmaci generici stentavano ad arrivare al 10%, nel 2006 sono salite al 29% mentre hanno raggiunto il 39,4% nel 2007. Questo significa che quasi un medicinale su quattro si prescrive e si compra scontato. Di quanto? Dipende dal principio attivo, ovviamente. Ma l’abbassamento del prezzo è molto significativo. Prendiamo la simvastatina, medicinale contro il colesterolo. Il suo brevetto è scaduto nel 2007 e il prezzo del principio attivo è crollato del 42,7%. La tamsulosina, antibiotico, del 34,5%; l’omeprozolo, farmaco raccomandato per l’ulcera, del 13,9%; l’acido alendronico, utile per combattere l’osteoporosi, del 37%; il doxazosin, un antidepressivo, del 21,6%.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286007

È ora di dire no a Putin, per il bene della pace e per il bene della Russia, se è vero come è vero che la sorte della Russia sta a cuore a tutta la gente libera che ha gioito della fine dell’Unione Sovietica e del comunismo che viene dal freddo. Il problema è che Putin non ha gioito affatto per la fine dell’Urss e la rivuole indietro. E rivuole un mondo che ne abbia timore, più che rispetto. E, quel che è peggio, il governo – siamo tentati di chiamarlo regime – alimenta in questi mesi e questi anni una febbre di guerra fra i russi che si sentono sul carro armato, rivogliono essere – ecco la parola – una «superpotenza» e non soltanto una potenza.

Io ho sbattuto il muso contro il nuovo bonapartismo russo quando credevo, presiedendo la commissione Mitrokhin, che Putin, grande fraterno amico del presidente Berlusconi si comportasse come il presidente di un governo democratico che si è finalmente liberato dalla dittatura non soltanto comunista, ma del Kgb. Errore: Putin chiarì che lui e i suoi «sono» il Kgb. Arruolai allora segretamente, attraverso i buoni uffici dei grandi fuggiaschi russi di Londra (intellettuali come Vladimir Bukovsky) un giovane eroe fin troppo puro come Alexander Litvinenko e qualcuno venne da Mosca per avvelenarlo il primo novembre del 2006. Morì fra atroci dolori il 23 di quel mese. Nel marzo successivo la Procura britannica accusò l’ex tenente colonnello del Kgb Andrei Lugovoi di essere l’assassino e ne chiese l’estradizione a Mosca.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286004