Dibattito: grembiule sì, grembiule no
Luglio 4, 2008
Milano – Alessandro Cecchi Paone oggi fa il prof. A Milano e a Napoli. È stato però un bambino prodigio: a 16 anni debuttava in tv come conduttore del Tg dei ragazzi e sapeva già dove voleva arrivare. Abbiamo sentito tutti e due: il prof e il bambino. E sul grembiulino parlano come una persona sola.
Se lo ricorda il primo grembiulino?
«E con nostalgia anche… era azzurro, aveva il colletto rigido di plastica con un bottone al centro intorno al quale girava il fioccone bianco: mi dava un’aria di compostezza, di serietà. Un po’ scomodo però…».
Però nascondeva le differenze…
«Mica tanto. Il colletto rigido era un privilegio di chi come me veniva da una famiglia borghese e benestante. Chi non era ricco come te lo riconoscevi dal colletto morbido».
Fino a quando l’ha portato?
«Quinta elementare. E lì mi è successa la cosa più curiosa».
Ci dica…
«A Napoli la scuola che frequentavo usava far indossare a noi bambini un fiocco tricolore, bianco, rosso e verde, come non ho mai più visto altrove. Io poi che ero capoclasse avevo pure la fascia, come il sindaco».
E in famiglia che dicevano?
«La mia era una famiglia mazziniana, garibaldina e risorgimentale. A mamma e papà luccicavano gli occhi».
Cosa teneva nelle tasche del grembiule: biglie, figurine la merendina…
«Niente. A miei tempi si usava il cestino».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273354