Levata di scudi a difendere il leader, il premier, insomma lui, di tutti gli esponenti del centrodestra dopo l’attacco di Antonio Di Pietro, che ha definito Silvio Berlusconi alla stregua di un «magnaccia» per le sue performance telefoniche. Per Arturo Iannaccone, deputato dell’Mpa di Lombardo, Di Pietro sarebbe «vittima di un’ossessione delirante che si traduce in un’aggressione continua a Silvio Berlusconi, fatta attraverso dichiarazioni volgari e folcloristiche che questa volta hanno superato il limite della decenza». Secondo il maître a pénser della Lega Roberto Calderoli il problema non è Di Pietro, ma Veltroni. «Di Pietro non fa altro che acchiappare i voti in libera uscita dal Partito democratico, usando gli strumenti che gli sono propri – dice il ministro delle magliette ora assegnato alla Semplificazione -. Il problema non è quello che dice Di Pietro, il vero problema è Veltroni e la sua gestione del Pd, che sta trasformando anche di Pietro in un leader». E anche per Fabrizio Cicchito di Forza Italia il Pd è a rimorchio di Di Pietro e «Veltroni ha messo da parte la sua piattaforma politica iniziale e che adesso per mantenere la leadership nel Pd cavalca l’antiberlusconismo ed il giustizialismo». «Il centrodestra ha la coda di paglia e attacca Di Pietro che ha l’unica colpa di chiamare le cose col loro nome». Lo afferma in una nota il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76691