Le strisce blu riattivate entro settembre
Luglio 31, 2008
Le strisce blu saranno riattivate entro il mese di settembre e in progressione, cominciando cioè con i municipi che presentano maggiori sofferenze. Lo ha detto l’assessore capitolino alla Mobilità Sergio Marchi al termine della giunta che avrebbe dovuto approvare la sosta tariffata e che invece è stata bloccata dalle osservazioni di alcuni assessori. Di qui l’annullamento della conferenza stampa sulla presentazione del piano. I principi ispiratori del piano sulle strisce blu sono «il riequilibrio tra strisce blu e bianche – ha detto Marchi – il potenziamento degli stalli per le due ruote, il potenziamento delle strisce rosa (posti riservati alle donne in stato di gravidanza, ndr), e una differenziazione tariffaria». L’assessore ha spiegato che «come annunciato in giunta, la commissione mista di ingegneri, architetti e tecnici del VII dipartimento ha terminato ieri i lavori su questa materia complessa. Alcuni colleghi hanno presentato osservazioni e spunti interessanti e la giunta si è data una settimana di tempo per visionarli e deliberare. Chiuderemo questa vicenda – ha promesso – venerdì prossimo 8 agosto». Dopo le determinazioni dirigenziali l’Atac riattiverà il sistema della sosta tariffata. «La commissione ci ha presentato il lavoro e la settimana prossima torneremo in giunta per la decisione» ha detto il vicesindaco Mauro Cutrufo. «Il progetto è complesso – ha aggiunto – la colpa forse è nostra che ci siamo riservati di approfondire le carte.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279963
E in Cina si vende la copia della «Cera» invisibile ai test
Luglio 31, 2008
Più che «Cera» ce n’è. Ce ne sono almeno due: una prodotta ufficialmente dalla Roche, la casa farmaceutica svizzera che produce l’epo di terza generazione, la Cera appunto, acronimo di «Continuous erythropoyetin receptor activator», attivatore continuo dei recettori dell’eritropoietina. Questo prodotto ha messo in pratica spalle al muro Riccardo Riccò, grazie ad una molecola «spia», un tracciate, che la Roche ha messo nel farmaco in collaborazione con la Wada, l’agenzia mondiale dell’antidoping. Però ce ne sarebbe un’altra. Uguale, una copia esatta di quella prodotta diciamo ufficialmente e che avrebbe però la «non-tracciabilità». Da dove arriva? Guarda caso dove si svolgeranno i prossimo Giochi olimpici: in Cina. Nel più perfetto stile orientale, hanno copiato anche questo ultimo ritrovato della farmacologia dopante. È la copia esatta della Cera, e si acquisterebbe al mercato nero, con la garanzia di non correre nessun rischio, visto e considerato che in questa copia non esisterebbe nessuna molecola «spia».«Al Tour ho fatto un sacco di controlli: due sono risultati positivi, ma tutti avrebbero dovuto esserlo. Evidentemente il metodo non è buono al 100 per cento perché il prodotto dura un mese», ha dichiarato ieri il corridore modenese.La spiegazione potrebbe essere proprio questa. C’è «Cera» e cera. Una con la molecola «spia», l’altra per così dire sicura.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279913
Spagna, bombe senza feriti: la ‘campagna estiva’ dell’Eta
Luglio 21, 2008
ZapateroCon l’esplosione di quattro bombe in due località turistiche della Cantabria, nel nord della Spagna, l’Eta ha lanciato quella che viene considerata la sua campagna estiva. Gli attentati non hanno provocato feriti, riferisce la stampa spagnola. I primi ordigni sono esplosi a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro e dopo la consueta telefonata per segnalare l’imminente attentato con quattro bombe e permettere di allontanare turisti e bagnanti dalla zona indicata. La prima bomba è saltata in aria alle 12:12, riporta El Mundo nella sua edizione online, nella cittadina turistica di Loredo, causando, secondo il giornale, danni alla balaustra che costeggia il lungomare. La deflagrazione è stata avvertita anche per via di un forte boato e di una colonna di fumo che si è alzata per circa 25 metri. Immediatamente la Guardia Civil intervenuta sul posto ha diramato l’allarme tra gli abitanti invitandoli a chiudere le finestre e evitare di affacciarsi ai balconi, nel timore che vi fosse una seconda bomba pronta ad esplodere. Poco dopo, alle 12:50, si è verificato il secondo attentato sulla spiaggia di Ris, nella municipalità di Noja. Stando alle prime ricostruzioni, questo secondo ordigno era stato piazzato sotto il pennone dove viene esposta la bandiera che indica lo stato del mare. Anche in questo caso non si registrano feriti. Puntuale è giunta quindi la terza esplosione: ancora una volta a Laredo, ha riferito il governo sottolineando che non vi sono feriti.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77302
Berlusconi a Napoli insiste: «L’emergenza rifiuti è finita»
Luglio 21, 2008
Napoli è pulita. Parola di Berlusconi. Venerdì giornata campale per il governo che torna a Napoli per annunciare la «fine dell’emergenza rifiuti». Peccato che i napoletani non se ne siano accorti. Ammette di essere stanco il premier – «mi fate lavorare troppo» – e quindi nessun giro in periferia, per altro non programmato. Solo il corteo delle auto blu che passa per il centro – che è sempre stato pulito tranne rarissimi momenti – fila alla riunione del Consigflio dei Ministri, a cui non sono andati i leghisti Calderoli e Maroni, e ritorno. A tre mesi dall’inizio della legislatura, d’altronde, il premier affannato dai problemi della giustizia e da una manovra economica che ha fatto infuriare anche parte della sua maggioranza, ha bisogno di far vedere che almeno una delle promesse fatte in campagna elettorale è stata mantenuta.Così ha pensato bene di far ripulire le strade dove venerdì trascorrerà l’ennesima gita di governo e di piazzare le telecamere del fidato Tg4 a riprendere il miracolo. «Ritorno a Napoli» è il titolo dello speciale del tg che Emilio Fede trasmetterà venerdì in occasione del Consiglio dei Ministri partenopeo. Nello speciale, spiegano dalla redazione dell’emittente Mediaset, si vedranno «immagini del periodo drammatico vissuto dalla città e il nuovo volto della Napoli di oggi». Se non fosse vero, verrebbe da ridere.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77221
Berlusconi insiste: bisogna assolutamente riformare la giustizia e farlo in maniera radicale, dalle fondamenta. Davanti agli europarlamentari di Forza Italia il premier sarebbe stato categorico: sono determinatissimo, vado avanti, nessuno potrà fermarmi. Anche perchè la gente è con me. Il presidente del Consiglio, raccontano alcuni presenti, è deciso ad andare fino in fondo e avrebbe proposto di affidare a degli esperti, anche di partito, il compito di studiare il dossier giustizia.Una sorta di comitato di saggi, formato da professori di area liberal e giuristi. Il Cavaliere avrebbe fatto come esempio l’ex giudice della Corte Costituzionale Romano Vaccarella, nominato nell’aprile 2002 in quota Cdl. Il premier, dunque, non sarebbe sceso nei dettagli, ma punterebbe a realizzare quel progetto di riforma presentato nel 2001 e fondato su alcuni capisaldi: l’immunità parlamentare; la riforma del Consiglio superiore della magistratura e dell’ordinamento giudiziario e le priorità dell’azione penale. Un progetto preparato da Giuseppe Gargani, allora responsabile giustizia di Fi e ora deputato europeo e tra i papabili esperti che potrebbero far parte del nuovo gruppo di lavoro sulla giustizia voluto dal premier. Per il leader del Pdl, dunque, il tema della giustizia è certamente una delle priorità dell’azione di governo e la sua intenzione è quella di andare avanti sulla strada intrapresa. Berlusconi, riferiscono alcuni partecipanti, si sarebbe di nuovo lamentato dell’accanimento giudiziario nei suoi confronti.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77211
La Fiom, Craxi e le scelte di un socialista pragmatico
Luglio 21, 2008
L’idea di un Ottaviano Del Turco ammanettato, sia pure agli arresti domiciliari, davvero sorprende e addolora chi lo ha conosciuto e seguito in anni lontani, quando dirigeva la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici, accanto a Bruno Trentin, e poi la Cgil accanto a Luciano Lama. Sono personalmente convinto che saprà dimostrare la propria innocenza, la fedeltà al proprio passato. Certo questo improvviso «tintinnare di manette», rischia di deturpare una biografia di grande valore. Gran parte della sua esistenza è stata infatti dedicata al mondo del lavoro, sempre in prima linea nel difendere tenacemente le proprie idee, orgoglioso dell’appartenenza socialista e del suo testardo pragmatismo, anche a rischio di peccare di troppo realismo. Spesso anche in dura polemica con i compagni comunisti, intenti a coniugare realtà a utopia. Ottaviano è sempre stato fiero delle proprie origini. Era solito portare gli amici, anche giornalisti, nella nativa Collelongo, un minuscolo ma delizioso paesino del suo amato Abruzzo dove in un piccolo casolare offriva pane, salame e vino rosso. Qui aveva condotto i primi studi (le scuole elementari, le medie) per poi rapidamente approdare a Roma ed entrare giovanissimo nel sindacato. Sono gli anni ruggenti del movimento operaio quando, pochi anni dopo, nel 1968, opera nella Fiom nazionale fino a diventare quello che allora si chiamava «segretario generale aggiunto», carica che spettava quasi naturalmente alla componente socialista, accanto a dirigenti come Bruno Trentin e Pio Galli.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77152
Francia, nuova fuga radioattiva, la seconda in 10 giorni
Luglio 21, 2008
Fuoriuscita di acque contaminate da elementi radioattivi, per ora segnalate «senza impatto sull’ambiente», sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel sud-est della Francia. Lo ha reso noto venerdì l’Autorithy francese per la sicurezza nucleare, cioè Autorité de sûreté nucléaire (Asn) sostenendo che la perdita è avvenuta in seguito alla rottura di una canalizzazione. È il secondo incidente in pochi giorni nelle centrali nucleari francesi, dopo lo sversamento di 74 chili di uranio dall’impianto di Tricastin nel cuore della Provenza segnalato l’8 luglio scorso. Allora dal sito sono fuoriusciti 30 metri cubi di acqua con 12 grammi di uranio per litro finiti nei fiumi Gaffière e Azon, affluenti del Rodano. Un inquinamento enorme, come ha certificato l’Istituto di radioprotezione e sicurezza francese con rilevamenti nelle falde acquifere e nei pozzi della zona che segnalano la presenza di 64 microgrammi per litro quando l’Oms per definire un’acqua potabile ne ammette 15 microgrammi per litro. Il nuovo incidente, oltre alle ricadute sull’ambiente ancora da verificare, pone il problema della sicurezza nelle 58 centrali nucleari francesi, molte delle quali costruite alcuni decenni fa. Non si placano le polemiche infatti attorno alla centrale nucleare di Tricastin, la seconda più grande di Francia dopo quella di Le Hague. Sull’impianto e sulle società che lo gestiscono, Socatri e Areva Nc (entrambe filiali del colosso energetico Areva), da giorni piovono critiche da associazioni ambientaliste e autorità di vigilanza.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77254
Dibattito: grembiule sì, grembiule no
Luglio 4, 2008
Milano – Alessandro Cecchi Paone oggi fa il prof. A Milano e a Napoli. È stato però un bambino prodigio: a 16 anni debuttava in tv come conduttore del Tg dei ragazzi e sapeva già dove voleva arrivare. Abbiamo sentito tutti e due: il prof e il bambino. E sul grembiulino parlano come una persona sola.
Se lo ricorda il primo grembiulino?
«E con nostalgia anche… era azzurro, aveva il colletto rigido di plastica con un bottone al centro intorno al quale girava il fioccone bianco: mi dava un’aria di compostezza, di serietà. Un po’ scomodo però…».
Però nascondeva le differenze…
«Mica tanto. Il colletto rigido era un privilegio di chi come me veniva da una famiglia borghese e benestante. Chi non era ricco come te lo riconoscevi dal colletto morbido».
Fino a quando l’ha portato?
«Quinta elementare. E lì mi è successa la cosa più curiosa».
Ci dica…
«A Napoli la scuola che frequentavo usava far indossare a noi bambini un fiocco tricolore, bianco, rosso e verde, come non ho mai più visto altrove. Io poi che ero capoclasse avevo pure la fascia, come il sindaco».
E in famiglia che dicevano?
«La mia era una famiglia mazziniana, garibaldina e risorgimentale. A mamma e papà luccicavano gli occhi».
Cosa teneva nelle tasche del grembiule: biglie, figurine la merendina…
«Niente. A miei tempi si usava il cestino».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273354
«Papa Giovanni Paolo II in occasione del grande Giubileo del 2000 ha chiesto perdono a nome della Chiesa agli zingari per le tante discriminazioni subite nel corso della storia. E gli Stati? Hanno dimenticato che c´erano anche rom e sinti nei campi di concentramento? Se oggi è maturata una diffusa consapevolezza negativa di cosa sia l´antisemitismo, non mi pare che ci sia nulla di simile a proposito di quello che possiamo definire l´’antigitanismo’, un atteggiamento di ostilità verso gli zingari a prescindere dal loro comportamento, in base alla loro sola natura di ‘zingari’». Lo mette subito in chiaro Paolo Ciani che per la Comunità di sant´Egidio si occupa del rapporto con le comunità rom e sinti. «Solidarietà, politiche concrete di integrazione e soprattutto conoscenza diretta del mondo rom e sinti per superare i tanti stereotipi negativi che circolano su queste comunità, considerate ‘diverse’ e quindi in blocco socialmente ‘pericolose’. mentre sono tantissime, ma poco conosciute in Italia le esperienze positive di integrazione». È questa la ricetta per contrastare la crescente xenofobia e garantire vera sicurezza. E non solo secondo la Comunità di sant´Egidio o delle associazioni cattoliche impegnate nel sociale. Dice no ai provvedimenti del governo e in particolare contra la «schedatura etnica» la «moderatora» della Tavola valdese, pastora Maria Bonafede che guida una Chiesa di minoranza in Italia e proprio per questo sente «la pesante responsabilità di riaffermare principi fondamentali e irrinunciabili della società civile a difesa di una minoranza, quella rom che «porta su di sé le ferite di pregiudizi».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76705